Crisoperla

Di seguito forniamo alcune proposte, che a nostro avviso rappresentano dei punti cardine per gli sviluppi futuri del mondo dell'agricoltura biologica

  1. Favorire e incentivare l'organizzazione e la messa in rete di produttori, di associazioni di produttori Bio e di consumatori (per allargare e sviluppare l'agricoltura di prossimità e il rapporto diretto tra consumatori e produttori; per chiedere alle Regioni e al Ministero un nuovo impegno a sostegno del settore dell'agricoltura biologica nell'ambito delle consultazioni per la revisione della Politica Agricola Comune, garantendole un nuovo ruolo nello sviluppo rurale; per dare più peso ai produttori Bio nelle trattative a livello nazionale ed europeo);
  2. Sostenere esperienze di filiera corta:

- garanzia dei posti nei mercati comunali;

- promozione dei prodotti biologici da parte dei comuni

  1. Applicare e tutelare le normative a favore degli agricoltori nell'accesso alla terra (Legge Regionale sull'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate);
  2. Promuovere iniziative politiche a favore di una legge quadro per l'istituzione di un marchio biologico italiano;
  3. Risolvere il problema dell'occupazione di suolo agricolo da parte dell'edificato introducendo:

- misure di salvaguardia a tutela dei terreni agricoli produttivi o potenzialmente tali, simili a quelli delle zone Parco;

- bloccare gli effetti perversi dell'urbanizzazione sui costi dei terreni, aumentando la durata dei vincoli a lunghi periodi;

- misure tese a ridurre l'abbandono dei terreni agricoli,attraverso, ad esempio:  ordinanze comunali, aumenti delle tasse sui terreni, affidamento, blocco di terreni ...

  1. Favorire la diversificazione delle produzioni locali. Valorizzare e sostenere tutti i prodotti agricoli - non solo la viticoltura e l'olivicoltura - avrebbe ricadute positive su tutto il territorio. In termini economici, la diversificazione resta una scelta strategica più efficace di un'attenzione monosettoriale;
  2. Affrontare il problema dei cinghiali, che causano innumerevoli e costanti danni alle produzioni e ai terreni degli agricoltori in aree montane e svantaggiate : Nonostante sia un problema complesso perché in esso sono coinvolti interessi e dinamiche di potere difficili da scardinare vanno, tuttavia, prese in considerazione individuate soluzioni specifiche per ogni contesto, come battute di allontanamento e di abbattimento, responsabilizzare le squadre per i danni al territorio, controlli sulla carne e altro;
  3. Incentivare, in applicazione del d.lgs.n. 228/2001, la remunerazione effettiva del lavoro svolto dagli agricoltori per il mantenimento del territorio (canalette, strade, fossi, poggi, muretti, ...), collegandosi ad iniziative già avviate localmente;
  4. Favorire in tutti i modi le iniziative volte a offrire servizi, oggi insufficienti, alle aziende e alle filiere biologiche:

- ordinanze sindacali per imporre la vendita di materie prime biologiche (sementi, piantine, mangimi, concimi, ...) paralleli ai prodotti tradizionali;

- consentire ai produttori Bio l'accesso alle strutture collettive di trasformazione-macellazione esistenti (creandone di nuove ove non esistenti, reperendo fondi nel PSR);

  1. Favorire la riflessione sulla semplificazione delle normative sul Biologico e sull'idoneità dei metodi di controllo;
  2. Valorizzare l'immagine dell'agricoltura biologica, e promuovere l'informazione e la formazione sul Biologico nei diversi gruppi istituzionali e sociali di riferimento:

- promuovere campagne pubblicitarie a favore dei prodotti Bio che salvaguardano la salute, l'ambiente, il territorio, e hanno un forte potenziale economico, diretto e indiretto;

- incentivare e sostenere iniziative d'informazione dei consumatori;

- a partire dalle scuole primarie, realizzare (sulla base di una volontà politica comunale e sovracomunale) un percorso educativo, che, motivando e formando i giovani, consenta d'individuare quelli più interessati all'ambiente e all'agricoltura, accompagnandoli verso una formazione professionale completa. Occorrerà per questo avvalersi dell'aiuto di esperti, tecnici e ricercatori universitari che già in passato hanno dimostrato la loro capacità e sensibilità in merito. Altre risorse formative potrebbero essere individuate nelle associazioni e nei comitati di base che operano per la salvaguardia del territorio, e nelle aziende biologiche locali;

- nelle scuole agrarie, introdurre come materia obbligatoria lo studio del Biologico con dei programmi formativi di qualità, svincolati da ogni legame con l'industria (chimica, macchinari per l'agricoltura);

- nella formazione universitaria, introdurre l'obbligo di svolgere tirocini in aziende Bio certificate, in essere da più di dieci anni;

- Nei punti vendita, spacci, mercati di filiera corta che vengano inseriti nei regolamenti l'obbligo di evidenziare i prodotti biologici.

  1. Incentivazione di buone pratiche, attraverso un informazione/formazione adeguate per tutti gli operatori del settore agricolo compresi gli hobbisti:

- Obbligo di ricetta di un professionista per l'acquisto di prodotti fitosanitari, sia per privati che per professionisti;

- Chi vende un prodotto deve organizzarne anche lo smaltimento, ecc.